01 giugno 2017

A tavola con mamma e papà

Lo svezzamento è affidato ai genitori che dovranno studiare i tempi del bambino e i segnali che lancia, come l’interesse al cibo, la capacità di deglutire stando seduto con la testa eretta e tenendo in mano un pezzo di mela o di carota.

Quando questi segnali sono presenti, il bambino potrà essere messo a tavola e assaggiare gli alimenti, facendo attenzione a curarne qualità e quantità: evitando quindi alimenti di cui sono noti gli effetti negativi sulla salute (fritti, dolciumi, salumi, carni grasse, formaggi grassi, alcolici, caffeina), alimenti con lunghe liste di conservanti o additivi, e preferendo ali-menti freschi, biologici e con filiere corte.

In questo modo inizia subito una sinergia tra genitori e bambini a tavola che offre vari vantaggi: per il bambino, di essere introdotto a tavola e partecipare al pasto con i genitori; per i genitori, l’occasione di migliorare lo stile alimentare, che è fondamentale in tutte le epoche della vita per prevenire numerose patologie.

Noto come autosvezzamento, questa nuova modalità sarebbe più correttamente definita come “alimentazione complementare a richiesta”; significa che la mamma può continuare ad allattare anche dopo l’introduzione dei primi cibi solidi, fino ai 2 anni di età del bambino, come raccomanda l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

by Renata Alleva