06 Dicembre 2018

Amare non è fare

Siamo figli della generazione del “Fare”. Per molti dei nostri genitori la massima dimostrazione di amore era il vestito della domenica, il grembiule stirato, la cena da ristorante stellato, il vestito di carnevale cucito dalla nonna. Ovviamente tutto questo è apprezzabile e meraviglioso, ma solo se vissuto insieme al bambino, solo se reso partecipe e protagonista. Cosa quasi impossibile per un genitore umano: non si può fare tutto, bene e velocemente con un bambini, ecco perché le nostre mamme correvano, cucinavano, facevano la spesa, pulivano la casa, sistemavano la cameretta, e non avevano tempo per vivere con i figli, per giocare, per leggere una storia o semplicemente per abbracciarsi. Questo comportava molta frustrazione e la conseguenza era un senso di dovere costante e una tacita sensazione di “debito” da parte del bambino che si sentiva ripetere “Con tutto quello che faccio per te, non sei mai contento!”, “Ma ti rendi conto che corro dalla mattina alla sera?!”

Alcuni figli, oggi diventati genitori, ripropongono la stessa modalità con i loro bambini, magari facendo meno, perché lavorano di più, magari in maniera meno esplicita. Oggi si fa più attenzione alle parole, ma con lo stesso atteggiamento, perché sono convinti che “facendo” cose per la loro famiglia dimostrano il loro amore, se ne prendono cura, purtroppo però, a discapito della relazione. E’ inevitabile, se sei preso a fare, lavorare, pulire, cucinare, sistemare, e vuoi che sia fatto in maniera impeccabile e veloce, che tu non possa farlo con il tuo bambino. Così facendo lui non si sente coinvolto nella vita di mamma e papà, e diventa sempre più esigente, si sente un fardello da accudire più che un componente della famiglia, così fa richieste costanti per sentirsi considerato, perché il messaggio che passa è sempre lo stesso, come una catena che non si spezza: “Quando i miei genitori fanno delle cose per me mi dimostrano il loro amore, quindi io chiedo costantemente di fare per confermare a me stesso il loro affetto”.

Non cadete nell’alibi: “Lo faccio io, così ci metto meno tempo e poi stiamo insieme”. Fate insieme tutto quello che potete. Fate insieme, metteteci il tempo dovuto, godetevi il bello di stare insieme, pazientate per gli imprevisti e se non è assolutamente necessario, non fate niente, vivete e basta, con una casa un po’ in disordine, con una doccia veloce e una cena improvvisata, ma sereni e più rilassati. Vuoi mettere un grembiule stirato insieme, male ma insieme, ogni piega farà ricordare al bambino che è stato in grado di fare questo, da solo, con l’aiuto di mamma o papà, perché loro credono in lui e lo amano per questo, perché lui vale… In questo caso Amare è fare!

by Tata Simona