31 agosto 2016

Arriva la bottiglia fatta con le alghe, bio e commestibile

Niente plastica! Ecco la nuova idea di bottiglia ecosostenibile creata solo con acqua e agar-agar

L’invenzione è di uno studente islandese che, da due ingredienti – l’acqua e l’agar-agar, una polvere che si ottiene dalla lavorazione dell’alga rossa – è arrivato a creare un recipiente duttile e resistente.

Biodegradabile e pure commestibile: la bottiglia del futuro è del tutto ecologica ed è pronta a sconfiggere l’inquinamento dovuto all’uso eccessivo della plastica. Con polvere di alghe rosse e acqua, uno studente islandese ha infatti realizzato questa chicca dell’ecodesign.

Partendo dalla “reinvenzione” degli involucri da imballaggio, il 23enne Ari Jònsson dell’Accademia d’Arte di Reykjavik ha praticamente realizzato un materiale per la produzione di bottiglie ecologiche, biodegradabili e addirittura commestibili utilizzando materie prime del tutto naturali.

Si tratta di due ingredienti che si trovano in gran quantità: l’acqua e l’agar-agar, che altro non è che una polvere che si ottiene dalla lavorazione dell’alga rossa. Unendo questi due elementi, si può creare un recipiente plasmabile e allo stesso tempo abbastanza robusto. Se all’inizio, infatti, la miscela fatta di acqua e agar ha una consistenza gelatinosa e poco lavorabile, una volta che viene riscaldata è in grado di diventare più elastica. Se poi la si mette a congelare dentro ad appositi stampi la si riesce a rendere solida e riempibile.

Insomma, dalla lavorazione di acqua e polvere d’alga rossa con il calore, Jònsson ha dato vita a un composto 100% naturale e biodegradabile simile a quello delle bottiglie. Con la differenza che questo, una volta svuotato, si auto-decompone in poco tempo. Oppure lo si elimina mangiandolo!

La bottiglia è stata presentata al DesignMarch, festival di design e architettura che si svolge a Reykjavik. La bottiglia eco sarà il primo passo verso una rivoluzione nel confezionamento delle bevande?

Certo è che, è bene saperlo, il liquido all’interno assume il sapore di alga dopo il contatto prolungato con il materiale. E non a tutti può piacere. Ma quante possibilità di commercializzazione ha una simile trovata?

by Germana Carillo