25 maggio 2017

Arte su Instagram. Bellissima occasione per far pensare tutto il mondo

Un’ondata di giovani artisti e artiste hanno scoperto i social, specialmente Instagram, come splendido posto per mettere in mostra i propri quadri. Liberi, selvaggi, provocanti come loro stessi. Carichi di messaggi raffinati, graffianti, bellissimi ed ecologici.

C’è una nuova galleria d’arte, in città. Ha le pareti bianche, è elegante, ordinata, e molto accogliente. Non c’è nessun esoso gallerista che ti guarda in tralice, entri e guardi, ammiri un quadro dopo l’altro. È Instagram. Nato per condividere foto e giocarci con filtri e colori, il social oggi più in ascesa sta contribuendo alla crescita di una nuova estetica, più nitida e serena, meno chiassosa e disturbata dai link. Con tanti nuovi interpreti molto interessanti.

Giovani artisti, creativi, illustratori, grafici, stilisti — dotati di un’innata abilità di manovra di questo nuovo spazio — hanno la straordinaria possibilità di mostrare le proprie opere al mondo, insieme a qualche porzione di sé. Proprio come in una vera galleria, a un vernissage.

Per svettare, bisogna colpire. E proporre qualcosa capace di sovvertire, di stravolgere. “C’è sempre scandalo per tutti, quando si opera fuori da un binario fisso. Ma chiunque lo sollevi, dovunque venga, l’importante è che ci sia, perché è segno che si muove il bisturi dove c’è la piaga” scriveva Giangiacomo Feltrinelli. Vale da sempre per la letteratura e per il cinema, vale per l’arte, anche per Instagram.

Tutti hanno notato un nuovo modo, per esempio, in cui viene di recente rappresentato l’empowerment femminile. “Vero, assolutamente — risponde Polly Nor su Nylon — io sono certa che le artiste donne lo hanno fatto per anni. Ma oggi viviamo in tempi interessanti in cui grazie a internet non devi più essere un ricco rampollo bianco rappresentato da un grande gallerista per esporre. Ora chiunque con un telefonino può usare Instagram, Tumblr o Facebook e diventare curatore della sua stessa galleria. Così cominciamo a vedere una ben più ampia varietà di artisti coi loro punti di vista, che altrimenti sarebbero stati ostracizzati. Questo rende l’arte molto eccitante”.

L’ondata di nuovi artisti, i messaggi di consapevolezza
Polly Nor è una delle tante artiste (donne) di questa generazione a cui appartengono anche la giovane lituana Kot Bonkers, che dissemina (su Tumblr) le sue teste di messaggi provocatori, e Annya Marttinen, che invita tutti a ritrovare sé stessi nell’elogio delle piccole cose, dei biscotti, dei libri e dei gatti: una sua immagine è stata scelta per la copertina 2017 dai social di Crocetti, editore di riferimento della poesia italiana. E ancora disegnatori da tutto il mondo, Tori Bodine, Ayqa Khan, Ambivalently Yours, Miza Coplin, le australiane Celeste Mountjoy e Frances Cannon, l’artista afropop Justice Dwight fino a Naomi Doras che vive e lavora in Zambia.

Con molta arguzia sfruttano la possibilità di Instagram di mostrare le proprie opere e se stessi, di amplificare i messaggi di critica e cambiamento sociale attraverso un mosaico d’immagini quadrate di 1936 pixel di lato.

Anche l’Italia ha le sue gemme, pronte per sbocciare. Dafne Gon è una crisalide, ma già in molte sue opere il concetto del doppio si realizza in campiture contrastanti e immagini totemiche, forme ancestrali, volti, piume, sangue, e soprattutto mani che si contorcono, che abbracciano ambientazioni urbane, che toccano e consolano. Quasi a voler dire che siamo artefici di quel che ci sta intorno.

Emi Haze è un’artista digitale di Monfalcone una cui immagine (“Cosmogony”) è stata scelta per Adobe Photoshop 25th Anniversary, un’altra per la copertina dell’edizione italiana di Vanishing Girls di Lauren Oliver. Nei suoi lavori combina colori acrilici, pennelli e fotografie con le spaventose potenzialità dei software grafici. Gli elementi naturali si fondono con eleganti figure umane, suggerendo che la quintessenza della bellezza si raggiunge solo in armonia con la natura, che ci compenetra e in cui ci riflettiamo, in cerca d’identità.

Il messaggio etico è ancora più concreto in Revers Lab. La giovane ciociara incorpora addirittura in tutti i suoi disegni un invito esplicito all’amore per gli animali, alla libertà e al ritrovamento del patto di concordia con loro. Un tema dichiarato che trasforma l’arte in preghiera, i colori e le forme in alchimia di trasformazione sociale.

È arte che diffonde consapevolezza
È arte? Sì. Consente ai creativi di vivere? Sì, divenendo arte applicata (dalle illustrazioni per agenzie ed editori alle stampe on-demand, fino alle linee d’abbigliamento). Sollecita un cambiamento nel mondo? Certo, con un meccanismo interessantissimo per chi, come noi, rivendica un’ecologia anche mentale, aspira a un mondo migliore, ama vedersi diffondere una nuova consapevolezza.

Instagram, costringendo tutti a una griglia rigida di partenza, favorisce l’emersione dei contenuti più interessanti, più vividi, più vibranti. Di rottura, di protesta, di riflessione e di bellezza.

Vince chi genera una provocazione e punta a smuovere una società paludata. Certo, è un requisito per il successo personale, per l’affermazione nel panorama social. Ma con lo splendido risultato di darci modo di riflettere, con una miriade di inediti spunti di riflessione sulla sessualità, sulla civiltà urbana, sulla natura, sull’etica, su noi stessi, su ciò a cui teniamo di più. Che siamo spronati a condividere.

by Stefano Carnazzi