13 Settembre 2018

Ascolta senza chiedere

Fermati per un attimo e pensa all’ultima volta che hai ascoltato il tuo bambino, ma ascoltato per davvero, senza parlare, senza domande, solo la sua interpretazione del mondo, della vita, una sua paura, un desiderio, uno sfogo o un racconto, senza il tuo minimo intervento. Noi adulti abbiamo la presunzione di saper tutto e, spesso, non diamo il tempo ai bambini di metabolizzare da soli un pensiero, non serve dare consigli continuamente o ridefinire pensieri e parole, è importante essere ascoltati, avere il tempo di esprimere ciò che si ha nel cuore e sapere che chi hai di fronte non vuole giudicarti, darti consigli, o trovare una soluzione è semplicemente lì per te, per accogliere le tue emozioni e comprenderti, tutto qui. Se ci pensate anche per noi adulti è importante avere la possibilità di esprimere i nostri pensieri, e spesso una volta espressi troviamo da soli la strada, la spiegazione, la serenità, tutto diventa più chiaro e definito, semplicemente dicendolo. Quindi non abbiate sempre la necessità di risolvere i problemi dei vostri bambini, accoglieteli, sedetevi accanto a loro, tenetegli la mano, guardateli negli occhi e ASCOLTATELI, solo questo, perché comprendano che mamma e papà sono il porto sicuro a cui approdare in ogni momento, pronti ad allargare le braccia e ad attivare il cuore per accogliere ogni loro necessità.

Non c’è niente di più saggio e rassicurante dell’ascolto, perché non fa sentire il peso della soluzione o del giudizio. Darete ai vostri bambini la possibilità di conoscersi meglio e di mettere ordine dentro di loro, un altro grande passo verso l’autonomia. E poi, non dubitate, al momento opportuno saranno loro a chiedere la vostra opinione ed eventualmente il vostro consiglio, allora raccontatevi, immaginate una situazione che avete vissuto simile a quella che sta vivendo il vostro bambino, e fate la stessa cosa che ha fatto lui: raccontate le vostre emozioni, come vi siete sentiti e cosa avete fatto per risolverla, infine coinvolgetelo e chiedetegli come si sente, se ha trovato un po’ di serenità e, soprattutto, non dimenticate di dirgli quanto gli siete grati per aver condiviso i suoi pensieri. Il vostro bambino ha bisogno di sentirsi dire “Ti capisco…” “Immagino ti sia sentito male in quell’occasione” “Ora come ti senti?”, con i bambini molto piccoli servono ancora meno le parole, ma funziona esattamente nello stesso modo, abbracciateli e fatevi trasferire le emozioni troppo forti, quelle che non sono ancora in grado di gestire, sarà come per il racconto, un trasporto da corpo a corpo… la forza del contenimento, è come se diceste al vostro bambino “stai tranquillo, ci sono io e la prendo io questa emozione”, per poi restituirgliela più semplice e sostenibile.

Con i bambini più grandi, invece, potete decidere di scrivere tutte le parole che vi vengono in mente e poi di rimetterle in ordine, o disegnare o correre veloce fino a scaricare tutta l’energia accumulata, concedetevi una coccola, un bagno caldo, una cioccolata… insomma tutto ciò che vi fa sentire bene, insieme, per poi riscrivere da capo una storia con una nuova prospettiva.

Molte persone trovano conforto nella meditazione, nella preghiera, nella pittura, scrittura o nella musica… e se ci pensate sono tutte cose che non danno risposte, ma lasciano spazio alla conoscenza di se, per ritrovare la giusta connessione con se stessi, per mettere ordine nei pensieri e nelle emozioni, per raggiungere la necessaria consapevolezza; i bambini vanno accompagnati e guidati verso questa consapevolezza ed è nostro compito farlo.

Quindi siate per i vostri figli il diario su cui scrivere, la tela su cui dipingere o la musica da ascoltare per far pace con il mondo.

by Tata Simona