02 luglio 2018

Camminare o correre: questo è il dilemma!

Camminare e correre: due attività all’aria aperta che fanno benissimo, basta ascoltarsi per scegliere

A Novembre ho avuto un piccolo infortunio correndo e ho dovuto sospendere questa attività: il fisioterapista che mi ha aiutato a riprendermi è stato chiaro, niente corsa, niente sport stressanti per i miei muscoli infiammati.

È stato così che ho ricominciato a camminare seriamente, non solo in montagna ma anche in città e ho riscoperto la gioia di praticare un’attività fisica più lenta ma indubbiamente molto utile a rimanere in forma.

Camminare, osservare, sentire
Per completare lo stesso percorso bisogna camminare circa il doppio di quando si corre: bisogna quindi dedicarsi più tempo per raggiungere distanze degne di nota, oppure scegliere percorsi brevi più sfidanti. Io ho cominciato così a fare camminate lunghe durante il week end e passeggiate più brevi (ma in salita), durante la settimana. Ho la fortuna di abitare a Bologna e così ho scelto di esplorare i colli sopra casa, ma in ogni città è possibile trovare parchi e argini di fiume che consentono passeggiate in mezzo al verde. Nel camminare ho riscoperto la gioia di osservare la vita nelle case, i fiori, la natura che cambia con le stagioni: mentre corro, scorre tutto molto più rapidamente e non ho il tempo (né il fiato), per essere così riflessiva.

Camminare è ovunque e in qualunque momento
Rispetto alla corsa, la camminata è meno stressante per i muscoli e anche per il fiato, ti permette di coprire distanze maggiori e la puoi praticare anche “in borghese”. Se infatti dismetti mezzi pubblici, auto e bicicletta e scegli di andare a lavorare a piedi, puoi conciliare vita professionale e movimento. Il segreto per riuscire nell’impresa è pianificare: hai bisogno di un tempo maggiore al mattino e quindi di alzarti prima, ma ti assicuro che può valerne la pena. Se poi acquisti un paio di scarpe adatte e che abbiano anche un impatto casual sul tuo look, puoi indossarle anche per la riunione di lavoro.

La corsa è “smart”
Certamente praticare la corsa è più rapido e puoi incastrare questa attività in giornate più frenetiche: correre ha più a che fare con l’allenamento, camminare ha a che fare con lo sguardo e la relazione con il proprio corpo.

Per correre in maniera soddisfacente, devi essere costante
La corsa è uno sport faticoso e stressante per i muscoli: per praticarla in modo soddisfacente bisogna allenarsi, sostenere un ritmo e all’inizio tutto questo è maledettamente faticoso ma molto sfidante. Sono stata 6 mesi senza poter correre e ora sono dovuta ripartire quasi da zero, perché – pur avendo continuato a camminare – muscoli e fiato dovevano riprendere il ritmo. Ho dovuto fare, con umiltà, i conti con i miei limiti e accettare che non sono più (o ancora) quella che ha fatto una mezza maratona, ma assomiglio di più alla me del 2014 che per la prima volta alzava il sedere dal divano. A qualcuno l’aspetto sfidante e faticoso degli inizi della corsa non piace e lo disincentiva dal proseguire.

Meglio camminare o correre?
Ed eccoci alla domanda cruciale: cosa è meglio? Non esiste una risposta unica, dipende da te, dal tuo corpo e dal momento. In questi mesi ho imparato, una volta di più, quanto sia importante ascoltarsi, rispettare il proprio corpo, avere pazienza. Ci sono stati momenti in cui avrei volentieri sfidato la sorte per una corsetta, ma sapevo che era prematuro e che se l’avessi fatto, avrei compromesso il lungo lavoro per guarire che stavo facendo con il fisioterapista. Ecco allora che – ascoltando il mio corpo, la mia schiena – ho capito che l’amata corsa, in quel periodo, non faceva per me. Oggi sono rimasta timorosa e in ascolto ma è anche un bene: ogni volta so cosa è più giusto.

Quel che conta, non mi stancherò di ripeterlo, è muoversi, passare un po’ di tempo in mezzo al verde e con me stessa e sapere che il mio corpo è vivo e io cerco di amarlo il più possibile!

by Francesca Sanzo