27 ottobre 2016

Come spiegare la morte ai bambini

Questo è un tema faticoso e doloroso per molti genitori che si trovano di fronte alle domande insistenti dei bambini, “Cosa succede quando una persona muore? Dove va? Ma non torna più? E io come faccio se tu dovessi morire?”.

Per le persone credenti e religiose l’approccio è sempre un messaggio di speranza e solitamente meno dubbiosa. “Una persona quando muore va in paradiso, è un posto meraviglioso e un giorno ci ritroveremo tutti insieme, la loro anima è sempre con noi perché diventano angeli che ci proteggono e attraverso la preghiera possiamo parlare con loro ogni volta che ne sentiamo la necessità”.

Ma chi non ha una fede religiosa ben salda ha più difficoltà a trovare le giuste parole, ed è importante comunicare ciò che si crede veramente perché i bambini avvertono che in fondo non si è realmente convinti di quanto si sta dicendo.

I bambini hanno paura di ciò che non conoscono e purtroppo un adulto tende spesso ad essere evasivo su questo argomento creando ancora più mistero e dubbi sull’argomento che diventa un tabù da temere ed evitare.

Quindi mai dire che è un discorso complesso che comprenderanno solo da grandi, occorre trovare un modo fantasioso e allo stesso tempo coerente con le proprie idee. Attraverso i racconti fantastici i più piccoli trovano conforto e sicurezza e gli adulti hanno più possibilità di spaziare.

I bambini sono molto intelligenti e comprendono benissimo anche concetti complessi, quindi vanno rispettati e considerati nelle loro richieste, per questo è importante educare alla morte perché è un passaggio obbligato della vita di ogni essere vivente, se il concetto viene affrontato in momenti sereni, e non per la prima volta quando succede una tragedia, i bambini saranno già consapevoli del significato della morte, questo non vuol dire che non soffriranno, ma non si sentiranno traditi, saranno liberi di dimostrare il loro dolore con serenità e non ci sarà la rabbia nei confronti dell’adulto che non li aveva preparati a questa evenienza.

L’ansia della morte deriva solitamente dal non detto, dalla paura che non sanno tutto veramente e quindi di essere tenuti in disparte. Il compito dell’adulto è accogliere il bisogno del bambino, spiegare e assicurarsi che abbia capito.

I bambini molto piccoli credono che la morte sia un fatto transitorio, nei cartoni animati spesso un personaggio cade da burroni e poi si rialza, esce indenne da case che scoppiano, si risvegliano con i baci del principe…

I bambini più grandi invece hanno due reazioni: o chiedono continuamente spiegazioni come a voler aver conferma che la versione sia sempre la stessa, oppure non chiedono nulla perché hanno paura di far soffrire l’adulto o percepiscono la difficoltà dell’argomento che diventa un tabù nero e oscuro.

Avere fiducia dell’adulto che sta parlando aiuta a superare la paura, per quello è importante parlare dell’argomento morte quando non è successo nulla di tragico, perché chi ne parla può affrontare la questione con serenità, mentre al momento di una eventuale tragedia si gestirà la sofferenza, il dolore, la rabbia, giustificando questi sentimenti e vivendoli con rispetto e partecipazione, perché i bambini hanno bisogno di sentirsi dire che possono piangere, che è normale sentirsi tristi o arrabbiati e gli che adulti vivono le medesime sensazioni.

Quali sono le parole da usare per spiegare la morte?
Come dicevamo i credenti descriveranno il paradiso come un posto fatto di nuvole bianche e luce e popolato da angeli, mentre i laici potranno dire che le persone quando muoiono vivono nei nostri cuori e pensieri.

È importante parlare e vivere le persone morte, guardare delle foto, parlare con loro, costruire una scatola con la loro foto appiccicata sul coperchio così che il bambino possa metterci disegni, lettere o ciò che desidera per sentirli ancora vicino.

Non negare la realtà e la sofferenza, ma evocare comunque speranza e consolazione, immaginare che ovunque sia il defunto stia mangiando il suo piatto preferito, o stia giocando a carte, guardando la tv o facendo un bagno al mare…

Evitare frasi tipo “l’abbiamo perso”, le cose perse si possono trovare, e il bambino si confonde, oppure “è partito per un lungo viaggio”, vivrebbe nell’attesa del ritorno.

Rassicurate il bambino che mamma e papà sono sani, è ingannevole dire che vivranno in eterno, ma è rassicurante sapere che staranno con lui per moltissimo tempo.

A bambini più grandi, consapevoli che tutto può succedere in maniera anche improvvisa (magari quando muore il genitore di un compagno), ricordate che ci sono persone che li amano moltissimo e che nella più remota e tragica possibilità che mamma e papà dovessero morire ci sono molte persone che si occuperanno di loro, facendo esempi concreti e reali, nonni zii, amici cari…

Accogliete sempre le loro paure, abbracciateli, baciateli, parlate per tutto il tempo necessario, il concetto della morte li accompagnerà per tutta la vita e se costruirete un rapporto con questo aspetto più sereno possibile avrete fatto loro un grande regalo.

by Tata Simona