27 novembre 2017

Dieta sana e polmoni sani

Ormai sappiamo che esiste un nesso tra consumo di alimenti che hanno un elevato contenuto di energia in grassi saturi, carboidrati raffinati (o zuccheri) e sodio con bassi livelli di nutrienti, e il rischio di diabete, malattie cardiovascolari e alcuni tumori. Pochi sanno invece che l’alimentazione è importante anche per la salute dei polmoni.

Diversi studi epidemiologici hanno scoperto che una dieta basata sul consumo di cereali raffinati, salumi e carni rosse, dessert e patatine fritte aumenta il rischio di decadimento della funzione polmonare e dell’insorgenza di patologie ostruttive, rispetto ad un modello di alimentazione sana basata sul consumo regolare di verdura, frutta, pesce.

Anche in chi soffre di asma, è documentato che una dieta scorretta (basata su alimenti trasformati e povera di fibre) aumenta il rischio di attacchi, con una diminuzione della funzionalità polmonare e del respiro. Al contrario, uno studio mirato a valutare l’effetto di una dieta ad alto contenuto di frutta e verdura su pazienti affetti da asma per una durata di tre mesi, ha mostrato che chi consumava sette o più porzioni di verdura frutta e al giorno aveva un rischio ridotto di attacchi di asma, rispetto alle persone che consumavano una dieta a basso contenuto di frutta e verdura (meno di tre porzioni al giorno).

Ma come fanno frutta e verdura a migliorare la salute del polmone?
Questi alimenti sono una ricca fonte di nutrienti, in particolare fibre e antiossidanti, che è dimostrato siano in grado di ridurre l’infiammazione nelle vie aeree. Le fibre solubili e insolubili vengono digerite dal microbiota – l’insieme dei batteri intestinali – per produrre acidi grassi a catena corta, che hanno un potere anti-infiammatorio. Questi possono legarsi a specifici recettori sulla superficie delle cellule immunitarie, che sopprimono l’infiammazione delle vie aeree.

Gli acidi grassi a catena corta possono anche inibire l’espressione dei geni che causano l’infiammazione delle vie aeree, attraverso un processo noto come modificazione epigenetica. Un’elevata quantità di fibre della dieta può quindi proteggere dall’infiammazione delle vie aeree sia attraverso l’attivazione di recettori immunitari anti-infiammatori, sia con l’inibizione di geni che controllano l’infiammazione.

Infine, è anche noto che il microbiota intestinale nelle prime fasi di vita può influenzare il rischio di asma. Uno studio canadese, svolto su 319 bambini ha dimostrato che la disbiosi intestinale durante i primi 3 mesi di vita ha predisposto i neonati ad un rischio relativamente elevato di asma. Un dato molto importante visto che il primo microbiota del neonato allattato al seno è strettamente legato alla dieta materna. E’ pertanto necessario informare adeguatamente le donne in gravidanza di quanto sia importante una corretta alimentazione anche per la prevenzione di patologie allergiche (Nat Commun 2015; 6).

by Renata Alleva