31 luglio 2017

Disbiosi: come riconoscerla e combatterla

Vi è capitato di soffrire di recente di disturbi gastrointestinali, quali cattiva digestione, alitosi, sindrome del colon irritabile, stitichezza o diarree frequenti, meteorismo, flatulenza, malassorbimento dei nutrienti? Potreste avere una disbiosi intestinale, ossia un’alterazione dell’equilibrio qualitativo e quantitativo del microbiota intestinale che può essere causata da stress, cattiva alimentazione ma anche da terapie antibiotiche prolungate.

In condizioni fisiologiche, infatti il microbiota intestinale, ossia l’insieme dei batteri che abitano nel nostro intestino, è in equilibrio e garantisce un buono stato di salute generale e buone difese immunitarie, che invece si abbassano quando si instaura la disbiosi, che quindi può diventare anche causa di tanti disturbi (anche extra-intestinali) come ad esempio: stanchezza mattutina, disturbi del sonno, difficoltà a perdere peso e perdita di capelli. Ma anche ad infezioni, come tonsilliti, faringiti, tracheiti, bronchiti, candidosi, vaginiti e cistiti, disturbi della pelle, infezioni batteriche delle vie urinarie, intolleranze o allergie alimentari, fino a dismetabolismi (elevati livelli di colesterolo, trigliceridi e zuccheri nel sangue).

La disbiosi ha effetti anche sul sistema nervoso centrale, perché intestino e cervello sono connessi da una moltitudine di vie di comunicazione utilizzate da trasmettitori e metaboliti batterici: non sorprende, quindi, che depressione, ansia, nervosismo, cambiamenti dell’umore e persino autismo siano stati collegati a questa condizione.

Tra le cause alimentari della disbiosi c’è una dieta poco equilibrata, sia sotto il profilo qualitativo (uso eccessivo di grassi saturi, zuccheri semplici, bevande zuccherate e carni rosse, e carente di verdura e frutta), sia sotto l’aspetto della distribuzione dei pasti nel corso della giornata e delle modalità di assunzione. E’ sempre più frequente consumare pasti veloci, masticando poco o per niente con una razione troppo abbondante di sera, che sottopone l’apparato digerente a forte stress. L’alimentazione scorretta risulta poi spesso associata ad uno stile di vita irregolare, scarsa attività fisica e ritmo sonno-veglia alterato, con inevitabili ripercussioni negative sulla funzionalità intestinale.

Un ruolo importante da non trascurare, sembrano averlo anche i metalli pesanti-alluminio, mercurio, piombo, ormoni presenti soprattutto nelle carni allevate in modo intensivo, pesticidi, coloranti e additivi alimentari, come nitriti, che possono giungere nell’intestino attraverso la catena alimentare, dove vanno a colpire le specie batteriche utili, favorendo la crescita di quelle patogene. Per combattere una disbiosi quindi, rivedere lo stile di vita è la regola numero uno: muoversi e ricordarsi sempre di bere acqua in quantità tale da mantenere la corretta idratazione. Regola numero due: basare l’alimentazione su alimenti ricchi di fibre come verdure e frutta di stagione, ma facendo anche attenzione a non introdurre contaminanti che poi si rivelano tossici per l’intestino: preferire pertanto prodotti freschi, biologici e tra i confezionati, selezionare quelli che sono prodotti senza coloranti e additivi.

Oltre a queste indicazioni, in qualche caso può essere utile anche il supporto di qualche prebiotico, rivolgendosi ad un nutrizionista che vi saprà consigliare quello più indicato.

by Renata Alleva