22 marzo 2017

EnviGreen, le buste di plastica 100% biodegradabili e completamente eco-friendly

Le buste create in India formate da composti vegetali realmente biodegradabili in breve tempo

In India è molto sentito il problema dell’accumulo di rifiuti di plastica. E allora ecco che ci si inventa le buste di plastica vegetale 100% biodegradabili e pure commestibili.

Rifiuti e plastica non riciclabile. In tutto il mondo c’è un serio problema: l’accumulo febbrile di plastica. Problema che in certi Paesi come l’India diventa sempre più grave. Qui, la regione di Delhi ha deciso di mettere al bando la plastica usa e getta a partire proprio dal 2017. Ma sarà sufficiente ed è la giusta scelta sostenibile? Secondo il giovane imprenditore Ashwath Hegde non proprio. Lui si è infatti reso conto che le buste di plastica usa e getta rappresentano non soltanto un problema ambientale, ma anche economico: non tutti si possono permettere di acquistarle quando vanno a fare la spesa e in più sono le classiche buste di plastica che una volta rotte non si possono né utilizzare di nuovo né riciclare.

Come fare allora? Insieme a una startup, la EnviGreen, ha inventato una busta per la spesa e per la spazzatura che non solo è biodegradabile ma può anche essere mangiata, essendo composta da amidi e da prodotti della terra. Si tratta di sacchetti per i quali non è stata non usa alcuna sostanza chimica, nemmeno per la stampa dei marchi, e già immessi nel mercato. Queste nuove buste di plastica si biodegradano naturalmente in 180 giorni oppure all’istante se vengono immerse in acqua bollente. In pratica, è il risultato di un mix di 12 alimenti resi liquidi e poi solidificati – con un procedimento segreto – a sei stadi per farne borse con capacità di resistere a pesi notevoli.

Con la stessa consistenza al tatto e resistenza della plastica, sono fatte di patate, tapioca, mais, amido, olii vegetali, banani. In 4 mesi la busta si distrugge senza contaminare, ma può essere anche sciolta in pochi secondi nell’acqua bollente (e dopo l’acqua utilizzata risulta potabile) o liquefatta dopo un giorno in ammollo o addirittura bruciata senza rilasciare fumi tossici.

Scoperto l’Eldorado? Be, il prezzo è forse ancora un po’ alto, dal momento che si attesta intorno al 35% in più rispetto al sacchetto di plastica, ma gli effetti sull’ambiente a lungo termine potrebbero dar ragione delle spese, non credete?

by Germana Carillo