04 settembre 2017

Fare la pace con il proprio corpo

E se osservassimo il nostro corpo e quello degli altri senza giudizio ma con consapevolezza?

Quest’estate ho fatto pace con il mio corpo: basta con l’ansia del tempo e delle forme mai perfette, lui racconta la mia storia!

L’estate è la stagione in cui, più di tutte, osserviamo il nostro corpo, ci facciamo la guerra, litighiamo con il tempo, le rughe e la cellulite. D’estate vorremmo essere diverse e le altre persone, quelle che incontriamo sulla spiaggia, ci sembrano sempre più in forma, più belle, più giovani.

Che fatica e quanta energia persa a rincorrere ideali cui non riusciamo nemmeno a mettere un limite, mentre potremmo sentire il profumo della natura, osservare i colori del cielo, rincorrere i pescetti in mare e leggere un libro sotto una pineta. Questa, per me, è stata un’estate intensa: ho scelto di prendermi una lunga pausa dal lavoro per scrivere e andare in giro, specialmente in montagna.

Ho camminato, visto stambecchi, nuotato dentro laghi cristallini. Ho letto, molto. Ho fatto i conti con il mio corpo che sta cambiando, perché gli anni passano, perché dopo un lungo percorso di dimagrimento che si è concluso 3 anni fa, comincia a trovare la sua nuova dimensione, perché sono – banalmente – tutta la mia storia, compresa l’obesità. Ho attraversato anche io momenti di crisi per quei chili presi dopo aver smesso di fumare, per le gambe a tratti pesanti, per l’addome mai piatto. Ho guardato anche io le ventenni piene di vita, pelle liscia e senza un filo di grasso e mi sono chiesta perché il tempo è così poco clemente con alcune persone, me compresa. Poi c’è stata la svolta. Poi ho iniziato a fare pace con il mio corpo.

La prima avvisaglia in Austria, alle terme. Volevo assolutamente fare una sauna, alcuni amici mi avevano parlato benissimo di quella austriaca, dove – a differenza dell’Italia – l’accesso è consentito solo se si entra nudi. Trovarmi dentro a quella stanza ovattata di caldo e umidità con il mio corpo nudo, in mezzo a tanti corpi nudi: pensavo avrebbe potuto crearmi imbarazzo, almeno all’inizio, invece è stato fortemente liberatorio. Eravamo in 6 e ognuno di noi aveva età e forme diverse: mi sono resa conto che senza il costume, senza un abito a “differenziare”, le differenze sono solo caratteristiche, storie delle persone. Non c’erano corpi più o meno belli, non c’erano corpi più o meno adeguati, c’erano solo persone. Questa sensazione di libertà, più nei confronti di me stessa che degli altri presenti, mi ha seguita sugli scogli della Croazia dove il nudismo è parte integrante del panorama e sono tante le zone dove è possibile praticarlo. Faceva caldo e intorno a me c’era chi indossava il costume e chi no e ho deciso di togliere tutto anche io (fermo restando che ho preferito rimanere all’ombra per proteggere la mia pelle). Ho guardato i miei seni e il pube nudi, bianchi, desiderosi di prendere un po’ d’aria e poi mi sono guardata intorno: era naturale essere nuda e per la seconda volta durante questa vacanza non notavo la cellulite ma vedevo i muscoli, il color ruggine dell’abbronzatura, le piccole rughe dell’età, quella macchia di caffè su una coscia e quella cicatrice sul ginocchio. Ho voluto osservare le altre persone nude intorno a me: c’erano una signora molto grassa che in nel suo corpo raccontava la vita e un’armonia molto personale, accordata al suo sorriso e il marito muscolosissimo ma con la schiena curva, me lo sono immaginato in un ufficio, piegato su carte, meno felice certamente che in quel momento in cui afferrava la maschera per fare snorkeling.

Prima o poi bisogna farla la pace con il proprio corpo: forse non occorre spogliarsi pubblicamente perché avvenga, ma cominciare a guardare gli altri, questo sì, è molto utile. Guardiamo con occhi nuovi a chi ci sta intorno, cercando nelle loro caratteristiche una storia più che difetti o pregi irraggiungibili. Spogliamoci privatamente, togliamo aspettative e frustrazioni al nostro sguardo e cominciamo a portare addosso, con orgoglio, la nostra storia, è lei che ci rende belli, sempre.

E con questo, ti auguro un autunno durante il quale prenderti cura del tuo corpo, con la giusta e amorevole consapevolezza! Buona ripresa.

by Francesca Sanzo