04 aprile 2017

Fuorisalone a Milano, andiamo sulle tracce della sostenibilità

Il rispetto dell’ambiente e la ricerca di forme e materiali nuovi e a basso impatto ambientale darebbe una fortissima spinta alla creatività. Ma il mondo del design ancora non abbraccia l’idea. Andiamo al Fuorisalone 2017 alla ricerca di iniziative, spazi e oggetti sostenibili.

“Qui passano tutti, da Missoni alla gallerista Nina Yashar ai grandi produttori del design. Li vedi girare in sneaker nel weekend, dopo una settimana in fiera in giacca e cravatta, finalmente rilassati – dice la designer olandese Margriet VollenbergMilano per il design è un po’ come Hollywood per il cinema. O sei qui o non esisti”.

L’appuntamento che trasforma Milano in una sorta di salone diffuso, con continue performance a cielo aperto da mattina a sera, installazioni d’arte, mostre e cocktail party quest’anno si tiene dal 4 al 9 aprile. Oltre ai distretti classici, da Tortona a Brera e ora a Lambrate, quest’anno si testano pure nuovi poli creativi, come l’Isola Design District, che esordisce al Fuorisalone 2017 con un programma ricco di appuntamenti e Ventura Centrale che fa riaprire dopo quarant’anni i magazzini sotto i binari della Stazione Centrale.

Per l’edizione 2017 della Milano Design Week di primavera, l’organizzazione parla di oltre mille eventi disseminati in tutta la città. Così il Fuorisalone, nato in zona Tortona come evento collaterale al Salone del Mobile di Rho, s’è trasmutato in una delle più importanti manifestazioni del panorama internazionale, di e sul design.

Oltre ai padiglioni del Salone del mobile alla Fiera Milano, a Rho, dove le più grandi aziende del mondo, italiane ed estere, espongono le loro ultime novità, anche molte zone della città si animano sotto la guida dei più grandi designer, architetti e brand di arredamento di tutto il mondo.

Dov’è la sostenibilità nella Design Week 2017 di Milano
Tortona, Brera, Porta Venezia, San Babila, 5 Vie, Ventura Lambrate + Centrale sono le aree a più ricca densità di eventi. Ma il tema che ci sta più a cuore, la sostenibilità, l’uso intelligente di risorse, i materiali a basso impatto, il riuso e il riciclo, quanto spazio hanno in questa ricchissima settimana, e nei programmi delle aziende? Non tanto.

Nell’Isola Design District, il Fuorisalone si svolge tra le vie all’ombra del Bosco Verticale con un nuovo distretto ufficiale. Focus su makers, autoproduzione, giovani emergenti e green design.

Gli appuntamenti di Ventura Lambrate si svilupperanno, come ogni anno, tra via Ventura, Via Massimiano e Via Privata Oslavia, per un totale di 21 location e qui il tema del Fuorisalone 2017 s’interroga sul rapporto tra design e futuro, focalizzandosi in particolar modo sui temi della sostenibilità e proponendo soluzioni per preservare il pianeta.

Brera è forse il distretto più nobile ed evocativo. All’Eataly Smeraldo è da vedere l’installazione inedita e interattiva ‘Gea’ progettata da Dotdotdot per Alce Nero: riproduce i paesaggi agricoli e racconta le fasi di un processo virtuoso di coltivazione e trasformazione del cibo, dalla terra al fruitore finale. Un meccanismo è innescato dal visitatore per mezzo di un seme che dà il via a una dinamica di ingranaggi che toccano cielo, terra e verde: l’opera è liberamente accessibile sul palco del megastore delle eccellenze italiane per tutto il tempo del Fuorisalone.

Alla Triennale c’è una eco-installazione di Lorenzo Palmeri sulla plastica riciclata. In via Durini un ‘Gardening the Trash’ con oggetti riciclati. Da andare a indagare anche ‘Manifattura 4.0’ a Base Milano, spazi ex Ansaldo. In via Palermo 1, piena zona Brera, Piùarch presenta l’orto cinetico all’interno del cortile, e sempre verde è. A Inhabits, nel Parco Sempione, si potranno scoprire cinque unità abitative progettate da designer non solo italiani e alcuni progetti di design dedicati alla sostenibilità urbana e all’energia rinnovabile. Da notare che nel nuovo palazzo di Herzog e de Meuron di Fondazione Feltrinelli, che è al suo primo Fuorisalone, in uno degli eventi (mercoledì 5 aprile) ci sono i creatori del nuovo quartiere di Porta Nuova a parlare di “Sostenibilità e innovazione fra architettura e design”, Kelly Russell, Alida Catella, Gregg Jones con Michele Lupi, direttore di Icon Design.

Nelle antiche sale del Museo Poldi Pezzoli di Milano la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte e la Creative Academy Richemont, Alberto Nespoli e Domenico Rocca dello studio Eligo, hanno messo alla prova i ragazzi su ebanisteria e tornitura, che, data l’antichità dell’arte e l’impiego del legno, ha un che di sostenibilità.

Ma comunque, a detta degli esperti, sono ancora solo tracce. Indubbiamente interessanti, ma il mondo del design è ancora molto lontano dal fortissimo abbraccio con cui altri settori si stringono alla sostenibilità, per esempio il settore alimentare, di cui Alce Nero è una fulgida testimonianza. Non è che designer e architetti non se ne interessino, e magari molti produttori (per esempio, di cucine) attuano già i migliori procedimenti produttivi. Però, bisogna ammetterlo, non ci fanno festa, lo dicono a malapena, esibiscono poco o nulla. Peccato, perché se designer e architetti italiani sposassero il tema della sostenibilità, lo farebbero con la bravura e lo stile che ci ha reso celebri in tutto il mondo.

by Stefano Carnazzi