21 novembre 2016

I grandi cambiamenti partono da piccoli passi

Cambiare si può, anche quando è difficile. Basta avere una strategia!

Il cambiamento può scoraggiare, ecco allora che avere una strategia per focalizzarsi su obiettivi concreti può essere utile. I consigli di Francesca Sanzo che dal dimagrire 40 chili ha imparato a gestire gli obiettivi sfidanti.

Vuoi migliorare la tua vita personale? Cerchi un lavoro che ti rappresenti? Hai deciso di abbandonare uno stile di vita nocivo per stare meglio, recuperare in energia e forza vitale?
Se stai leggendo questo articolo, oggi è il giorno giusto per iniziare.

Lo so, lo so: ti senti timoroso, pensi che l’obiettivo che ti sei dato sia troppo grande, temi di non farcela perché la strada è lunga e credi non sia nemmeno il caso di intraprenderla, quella strada, tanto sai già che non ci arriverai in fondo.

Ci sono passata anch’io, cosa credi?

Quando ho deciso di mettermi a dieta perché ero obesa e pesavo 102 chili, non l’ho fatto alla leggera.
Avevo provato tante volte, mi ero scoraggiata altrettante e avevo mollato ancora prima di iniziare. Troppi chili da perdere per arrivare a un peso accettabile, troppo lavoro da fare, troppo tempo da investire per un risultato. Sconfortante.

La strategia che mi ha consentito di farcela e di dimagrire non solo 40 chili, ma anche cambiare vita e abbracciare l’attività fisica nell’arco di un anno, ha però ribaltato la situazione.

Prima di tutto, non mi sono data un obiettivo misurabile.

Mi sono detta che volevo perdere almeno il 15% del mio peso, perché così sarei stata meglio, ma non ho mai pensato di tornare al peso forma: quando hai una strada molto lunga da percorrere a piedi, inutile immaginarsi già arrivati.

Ho scomposto l’obiettivo in micro obiettivi.

L’illuminazione è arrivata salendo una scalinata molto ripida per più volte: la prima volta ho guardato il termine della salita, mi sono scoraggiata e la concentrazione si è dissolta, tanto che ho dovuto fermarmi e poi non sono più riuscita a riprendere il mio cammino.
Ho imparato molto da quella prima sconfitta e successivamente ho scelto di concentrarmi, a testa bassa, solo sul gradino successivo.
Ecco come ho salito quelle scale, le ho fatte mie e sono diventate la palestra naturale, dove ho iniziato a fare sport regolarmente.

Quel che ho imparato lo applico a qualunque esperienza.

Quel che ho imparato dalla mia dieta (che io chiamo muta), dall’affrontare le scale un gradino alla volta e dal non pensare a un obiettivo troppo sfidante, ma scomporlo in micro obiettivi raggiungibili, ora lo applico a ogni ambito della mia vita.

Professionalmente ho imparato così a focalizzarmi. Nella vita privata, questa tecnica, mi serve per non farmi fagocitare dall’ansia.

L’ho scritto anche nel mio libro A due passi dalla meta: come uscire dalla sedentarietà e nutrire la propria creatività che spesso ci troviamo al diciottesimo chilometro della vita, quel punto in cui tutto ci sembra molto difficile, ma in realtà siamo quasi arrivati al nostro obiettivo: dato che succede, è fisiologico, molto meglio darsi piccole mete concrete e raggiungibili piuttosto che obiettivi troppo sfidanti che ci sembreranno talmente lontani da non percepirli come reali.

Buon cambiamento allora!

by Francesca Sanzo