04 maggio 2017

I primi alimenti: cambia tutto!

Il passaggio dal latte materno come alimento esclusivo all’alimentazione solida è un momento molto importante, non solo dal punto di vista dei corretti apporti nutrizionali, ma anche per lo sviluppo del gusto del bambino, che sarà fondamentale per le scelte future quando sarà autonomo e in grado di scegliere un alimento piuttosto che un altro.

Ecco come lo svezzamento diventa un importante momento di prevenzione: tanto più ci sarà l’attenzione nella scelta della qualità dei cibi, con sapori genuini e non troppo elaborati, tanto più istraderemo il bambino alla scelta di alimenti sani e nutrienti quando sarà adolescente o adulto. Caratteristiche quali il sapore, l’aroma, l’aspetto, il colore e la consistenza influenzano il consumo alimentare dei bambini. I principali sapori riconosciuti dal bambino sono dolce, amaro, salato e acido, e la sensibilità a essi l’aiuta a proteggersi dall’ingestione di sostanze tossiche e a regolarne il consumo (l’amaro non viene preferito e spesso le sostanze tossiche sono amare).

Preferenze.
Le preferenze dei bambini per la maggior parte degli alimenti sono fortemente influenzate dall’apprendimento e dall’esperienza; una preferenza si può sviluppare in base alla frequenza di esposizione a un particolare sapore ma anche a una circostanza (si associa il cibo a un momento piacevole). Sicuramente i bambini hanno una preferenza innata per il dolce, in ricordo del latte materno, ecco perché è importante non aggiungere zucchero od offrire troppo presto dolci e gelati prima che il bambino non abbia avuto la possibilità di sperimentare altri sapori, in particolare frutta e verdura, e di sviluppare una preferenza per gli stessi.

Negli ultimi 50 anni, i pediatri hanno suggerito una modalità di introduzione degli alimenti che seguiva uno schema rigido, offrendo al bambino un alimento alla volta e iniziando con quantità minime da aumentare con il passare dei giorni: prima la mela schiacciata, poi la pera, quindi la prima pappa, costituita inizialmente solo da brodo vegetale e cereali naturalmente privi di glutine (come creme di riso, mais e tapioca), per poi passare alle creme di cereali con glutine (come la crema di farro o multicereali), olio extravergine d’oliva, che è il condimento da preferire anche nelle prime fasi della crescita, arricchita via via da altri alimenti. Studi recenti hanno tuttavia evidenziato che questa modalità non riduce il rischio di allergie né produce particolari vantaggi; anzi, in alcuni casi sembra che ritardare troppo l’introduzione di certi alimenti possa essere negativo quanto anticiparli troppo, come nel caso del glutine.

Dal 4º mese.
Le nuove linee guida Espghan, la Società Europea di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Pediatrica, indicano che, per ridurre il rischio di celiachia, il glutine nella dieta del bambino vada introdotto non prima del 4º mese ma non oltre il 7º, e sembra che ritardare troppo, ad esempio verso l’anno d’età, possa costituire un fattore di rischio. Stessa cosa vale per gli alimenti allergenici, come uova, pesce o pomodoro, per cui non esistono prove scientifiche che la ritardata introduzione riduca il rischio di allergie in bambini considerati ad alto rischio e non, oppure in bambini con fratelli affetti da malattie allergiche. Contrariamente invece sembra che l’introduzione tardiva di alcuni cibi possa addirittura aumentare il rischio di malattie allergiche.

Anche il Ministero della Salute conviene sul fatto che l’introduzione di alimenti semisolidi e solidi nello svezzamento possa variare in base alla preferenza del bambino e alla cultura gastronomica della famiglia e del pediatra. Perciò, quando un bambino è pronto, a partire dal 4º-6º mese di vita, l’introduzione di un nuovo cibo solido può essere effettuata ogni due/tre giorni, ovvero introducendo un nuovo cibo alla volta, senza raccomandare un calendario e delle velocità d’introduzione ottimali, che variano da bambino a bambino in base alla valutazione dei genitori. È vero però che molto spesso è più facile iniziare con la frutta, perché il bambino, abituato fino a quel momento al solo sapore del latte, può accettare con più entusiasmo la mela frullata (meglio biologica e senza residui di pesticidi) rispetto ad altri alimenti.

by Renata Alleva