09 febbraio 2017

Latte materno: epigenetica e microbiota

L’OMS– l’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene che nei primi mesi di vita il neonato debba essere nutrito con l’allattamento al seno esclusivo; ma se la mamma lo desidera, l’allattamento può essere prolungato fino al secondo anno e oltre.

Indubbiamente, l’allattamento offre vantaggi per lo sviluppo della sfera psico-emotiva, ma non solo. Il latte materno, con i suoi preziosi componenti, agisce epigeneticamente conferendo molteplici vantaggi rispetto all’allattamento artificiale: ecco perché, se non vi sono motivi di salute o cause che lo impediscano, l’allattamento al seno va sempre preferito.

Il latte materno può essere definito un vero e proprio “sistema biologico”, ricco di componenti nutrizionali e funzionali, che si associa non solo a migliori parametri di crescita, ma anche a un migliore sviluppo neuro-comportamentale e alla prevenzione di varie patologie acute e croniche. I bambini allattati al seno hanno minore rischio di sviluppare enterocoliti, eczema, riniti allergiche, celiachia, obesità e diabete.

Il microbiota
Questa protezione è in parte legata all’effetto dell’azione probiotica che hanno alcuni oligosaccaridi presenti nel latte materno, che promuovono la formazione di batteri utili alla salute come i bifidobacteri e i lactobacilli, che costituiscono il microbiota del neonato. Il microbiota è quell’insieme di batteri che abitano il nostro organismo, grazie ai quali gli alimenti che introduciamo vengono trasformati e scomposti per assumere più facilmente vitamine e nutrienti. Viene definita sede dell’immunità e preside a molte funzioni metaboliche: deriva dal microbiota – e dal tipo di batteri che lo abitano – la propensione ad ammalarsi, a essere allergico o magro od obeso.

Studi recenti hanno dimostrato che il microbiota è fondamentale nello sviluppo cerebrale del feto e determinante per la sua salute futura, ed è stato inoltre osservato che sia la modalità del parto (naturale o cesareo) che l’allattamento (al seno o artificiale) ne influenzano fortemente la composizione, da cui dipende in gran parte l’efficienza immunitaria fin dai primi mesi di vita.

Il confronto tra neonati allattati al seno e quelli allattati artificialmente ha evidenziato in questi ultimi un minor numero di batteri “positivi” e la possibilità di essere più soggetti a eczema e allergie, così come per i bambini nati con parto cesareo.

Inizialmente il microbiota del neonato è molto semplice e comincia ad arricchirsi e diventare più complesso nel primo anno di vita; molto importanti sono le scelte alimentari dei genitori durante lo svezzamento e successivamente.

Una curiosità: l’olio extravergine di oliva è l’alimento più simile al latte materno, la sua composizione è simile in acidi grassi essenziali e ha la stessa percentuale di acido linoleico (omega-6), utilissimo per la formazione delle fibre nervose e per lo sviluppo cerebrale.

by Renata Alleva