19 gennaio 2017

Le paure dei bambini

Ciao sono Luca e ho sette anni, io vivo a Macerata con tutta la mia famiglia, non so se avete sentito al telegiornale ma in questi mesi (precisamente da agosto), ci sono state tante scosse di terremoto, alcune veramente forti, mio papà ci prende e ci porta tutti in macchina quando le sentiamo e poi dormiamo lì, io corro veloce, ma mio fratello Mattia, che ha solo due anni, si spaventa e piange così mamma o papà lo prendono in braccio e lo portano fuori.
La notte in macchina noi dormiamo, la mamma ci dice di far finta di essere in campeggio e che la macchina sia una tenda, invece papà cammina nervosamente fuori dalla macchina e parla al telefono con i nonni, gli zii e i suoi colleghi.
Io ho sempre paura che possa succedere qualcosa di brutto e a volte prima di andare a letto mi sento agitato, il mio cuore batte più forte, non voglio dormire, ho chiesto alla mamma se posso andare a letto con le scarpe così corro più veloce, ma la mamma ha detto di no e che non devo avere paura, poi mi ha abbracciato forte e si è sdraiata vicino a me, la mamma non viene mai a dormire nel mio letto, forse ha paura anche lei.

Ho voluto che leggeste la storia di Luca perché molti bambini vivono le sue paure in questo periodo, purtroppo il terremoto ha colpito molti paesi del centro Italia, e molte famiglie riversano in uno stato di allerta costante.
Ma anche bambini che non vivono personalmente tragedie come questa si trovano a fare i conti con la gestione di paure incontrollabili.
Si domandano se anche da loro può accadere un terremoto, un atto terroristico, la guerra, hanno paura della morte, delle malattie, dei mostri …

Come possiamo aiutarli a gestire le paure?
E’ importante non minimizzare, i bambini hanno bisogno di risposte e di certezze, ma soprattutto di verità, non possiamo dire che non succederà mai niente di brutto perché non è detto che riusciremo a mantenere questa promessa, ma possiamo fare un’altra promessa che manterremo sempre e cioè che non saranno mai soli, che ci saranno sempre i loro genitori, nonni, amici e zii che si occuperanno del loro benessere e li sosterranno in ogni necessità.
Fateli sentire compresi, la paura va vissuta per poterla affrontare e gestire, chiedetegli cosa sentono quando hanno paura e condividete con loro le vostre sensazioni di quando siete spaventati e cosa fate per sentirvi meglio, gli strumenti sono la sicurezza più grande che potete regalargli per sentirsi più sereni.
Insomma la paura ha tutti i motivi di esistere, è normale e giustificabile, l’importante è condividerla con qualcuno perché possa sembrare meno spaventosa, ed è fondamentale trovare gli strumenti per gestirla, può essere l’abbraccio di mamma e papà, possono essere delle domande da porsi per razionalizzare meglio la cosa, un amuleto magico che la tiene lontana, per sconfiggerla bisogna conoscerla e per conoscerla bisogna parlarne.
Quando invece vi rendete conto che la paura è talmente forte che nessun ragionamento può scacciarla via allora c’è bisogno di contenimento, abbracciate forte il bambino, se necessario avvolgetelo completamente anche con gambe, e poi con voce calma e tranquilla ditegli “Amore, stai tranquillo ora ci sono io, respira profondamente e quando butti fuori l’aria uscirà anche la tua paura, mentre quando inspiri respirerai tutto il mio coraggio e ti sentirai subito meglio”; se lo spavento diventa terrore allora mamma e papà prendono le paure e restituiscono serenità.
Lavorate con immaginazione e fantasia, visualizzate con lui la paura dategli un nome e un volto, fornite dei meccanismi per combatterla, parlate con la paura e diventerà meno spaventosa, gli strumenti che darete ai bambini li utilizzeranno per tutta la vita.

by Tata Simona