22 dicembre 2017

Il primo inchiostro creato con l’inquinamento atmosferico

Composto di fuliggine di carbone, si tratta di un liquido trattato al punto da diventare atossico e impermeabile

Air-Ink nasce da una ricerca del MIT Media Lab che ha un unico scopo: trasformare l’inquinamento atmosferico in qualcosa di utile.

Come superare i problemi legati all’inquinamento? Chiudendo l’inquinamento in un pennarello! È l’idea ingegnosa e creativa che arriva dal MIT Media Lab, che ha messo in opera un processo industriale in grado di trasformare le emissioni nocive delle automobili proprio in inchiostro per pennarelli. Ed è stato così creato Air-Ink , letteralmente “Inchiostro ad aria”, un inchiostro non inquinante e impermeabile. Ogni anno, sono milioni le persone che si ammalano a causa delle conseguenze dello smog e dell’inquinamento atmosferico, che in alcuni centri urbani raggiungono livelli decisamente allarmanti. Ora, l’idea di Anirud Sharma, ricercatore del MIT Media Lab, e di suoi tre colleghi, è quella di “imprigionare” gli inquinanti nocivi e renderli disponibili per produrre un inchiostro pulito, utilizzabile sia per pennarelli che per cartucce da stampanti. Per questo motivo, i quattro scienziati di origini indiane, hanno fondato Graviky Labs, la piccola azienda che oggi produce l’Air-Ink.

Come funziona Air-Ink
Alla base del sistema Air-Ink c’è il cosiddetto Kaalink, un filtro speciale da applicare direttamente sul tubo di scappamento del veicolo per raccogliere le nano polveri prodotte dalla combustione della benzina. Si tratta di un metodo uguale a quello eseguito dalle industrie produttrici di inchiostri con la raffinazione ad alte temperatura dei combustibili fossili. Secondo gli ideatori, produrre questo particolare tipo di inchiostro, potrebbe far evitare il passaggio industriale sfruttando il lavoro dei filtri sulle emissioni dei motori a scoppio. Secondo le stime, in 45 minuti di emissioni può essere raccolto sufficiente materiale per caricare un pennarello da 30 ml. Il secondo step del processo è quello di rimuovere i metalli pesanti e le sostanze cancerogene dal liquido raccolto per arrivare a una sostanza purificata e ricca di pigmenti di carbone. Infine, il nerofumo ricavato viene usato per produrre diversi tipi di inchiostri e vernici. Composto di fuliggine di carbone, il liquido viene poi trattato per rimuovere i metalli pesanti e le sostanze cancerogene e diventare così atossico e impermeabile. L’inchiostro è disponibile in formato pennarello da 2mm, 15mm, 30mm, 50mm e in boccetta per stampante.

by Germana Carillo