09 agosto 2017

Il progetto che “mimetizza” i cartelloni pubblicitari e restituisce il panorama

È Visible Distance/Second Sight: il programma che vuole ridare dignità ai paesaggi

Un’artista statunitense ha sostituito le immagini pubblicitarie e le loro scritte con i panorami che si nascondono realmente dietro i pannelli artificiali.

Avete mai pensato a quanto siano davvero poco belli esteticamente i cartelloni pubblicitari? E quanto possano essere un vero scempio se si trovano in punti particolarmente panoramici o in zone con una vista e un orizzonte meravigliosi?

Inquinamento visivo? Beh, se vogliamo sì, se un manifesto di lunghezze smisurate deturpa in qualche modo una bellezza paesaggistica e naturale.

Come fare allora? La questione se l’è posta l’artista statunitense Jennifer Bolande che così descrive il suo intento: “Come all’interno di un set cinematografico, percorrendo la strada si incontrano dei cartelloni che riproducono le stesse montagne che una normale pubblicità tenderebbe a coprire”.

Ecco, è questo lo scopo del progetto che è stato poi denominato “Visible Distance/Second Sight”: restituire la dignità e la bellezza a un paesaggio in cui troppe sono le immagini pubblicitarie inserite. In pratica, si mira a sostituire le pubblicità e le scritte con i panorami che realmente esistono dietro gli stessi pannelli.

Visible Distance/Second Sight è il programma che mimetizza i cartelloni pubblicitari ridando dignità ai paesaggi

Il progetto è stato focalizzato sul recupero della Gene Autry Trail, una strada della Coachella Valley, nella California del Sud. Qui, i viaggiatori/spettatori incontrano una serie di cartelloni con fotografie delle montagne verso cui si dirigono. Ogni fotografia è unica per la sua posizione lungo questo percorso e, a un certo punto, non appena ci si avvicina a ogni cartellone, si verifica un allineamento perfetto con l’orizzonte, ricollegando così lo spazio che il rettangolo del cartellone aveva interrotto. Ogni panorama riprodotto in foto è elaborato in modo da corrispondere non solo alla realtà ma a reali esigenze che subentrano in termini di visibilità, dal momento che si tratta non di immagini reali ma di pannelli in due dimensioni.

Nel linguaggio della pubblicità, si spiega sul sito, questo tipo di visione è chiamato “Burma-Shave”, dopo che l’omonima società di crema da barba ha utilizzato il posizionamento sequenziale per creare messaggi che possono essere letti solo da un veicolo in movimento: guardando sui cartelloni pubblicitari, la nostra attenzione viene riportata al paesaggio stesso, qui raffigurato come un passaggio di orizzonti reali e artificiali. In questo modo, chi invece osserva il pannello da fermo, vede lo sfondo del paesaggio retrostante riprodotto sulle facce dei cartelloni pubblicitari.

Il lancio del progetto è avvenuto al Desert X festival, una manifestazione che si svolge annualmente nella Coachella Valley in cui artisti per lo più emergenti cercano di rispondere con nuove idee ai problemi legati ai cambiamenti climatici, alla solidarietà o al turismo sostenibile.

by Germana Carillo