19 Luglio 2018

Sei sicuro che i tuoi no siano necessari?

“Stai fermo!” Non toccare!” “Non correre” “Non urlare” “Non ti alzare”…

Prova a riflettere sui no che dici al tuo bambino e domandati se sono davvero tutti necessari. Rispondo io per te: NO! Non sono necessari, la maggior parte potresti evitarli, trasformandoli in alternative adatte al tuo bambino. Attenzione non ti sto dicendo che non debbano esistere regole, anzi quelle sono fondamentali per la crescita sana e sicura di qualsiasi bambino, ma regola non è sinonimo di imposizione, di negazione o di contrasto. I bambini spesso non ascoltano perché gli si dicono troppi no e diventando un sottofondo senza valore, anche perché spesso si urla e si promettono castighi e punizioni che il più delle volte non si attuano, così la credibilità e la stima nell’adulto vacilla e il bambino si impossessa autonomamente di un ruolo che non è il suo, convinto di poter decidere per se pur non avendo gli strumenti.

E’ importante che i grandi facciano gli adulti, e che si rimpossessino del loro ruolo educativo, senza urla, castighi, sberle o punizioni costanti, ma semplicemente con sicurezza e fermezza, che ristabilisca il giusto equilibrio e permetta ai bambini di sentirsi sicuri e protetti. I bambini sono buoni per natura e non hanno bisogno del “pugno duro”, ma hanno bisogno di una guida sicura, quindi potete rilassarvi e limitare le negazioni quotidiane, semplicemente dando alternative con serenità e pacatezza.

In altre parole, è legittimo che i bambini possano correre, saltare, giocare, richiedere attenzione, che siano nervosi quando sono stanchi o affamati, per evitare agitazione bisogna che gli si conceda di vivere da bambino, che gli si dia lo spazio per correre, per saltare, l’attenzione meritata, un ambiente sereno, così le loro richieste verranno prevalentemente accolte e quando saranno inappropriate, l’adulto non avrà nessun timore di dire il fatidico NO. Dopo tanti SI il bambino percepisce il NO come un dovere, perché ne comprende la reale importanza, penserà che se mamma e papà gli hanno detto no vuol dire che non potevano fare altrimenti, magari non ne saranno felici, ma sentiranno il dovere di rispettarlo.

Immaginate un bambino che ha vissuto una giornata serena, giocando con i suoi amici, correndo al parco, mangiando e dormendo nella giusta misura, che prima di cena chiede un gelato, a quel punto l’adulto lo guarda e accoglie la sua richiesta, ma non può soddisfarla: “Amore hai ragione, il gelato è buonissimo, e tu ora hai fame, ma non è ora del gelato, aiutami a cucinare la cena, magari nel frattempo ti taglio una carota, ok?”; è probabile che il bambino non sarà felice di questa risposta, ma il genitore in questo modo non ha alimentato un nervosismo con altro nervosismo, gli ha trasmesso comprensione senza mancare al suo ruolo da adulto, questo è quello di cui ha bisogno. Qualora dovesse partire un super capriccio, ancora una volta l’adulto si deve distinguere e non potrà mettersi ad urlare anche lui, ponendosi al livello del bambino, ma dovrà mantenere la sua posizione e, con voce calma.. “Mi spiace che tu sia molto arrabbiato, purtroppo ora non posso darti altro che una carota, se vuoi ti abbraccio e poi possiamo cucinare, se invece preferisci rilassarti un po’ sul divano ti chiamerò quando sarà pronto”. La difficoltà è sicuramente mantenere la calma, ma basta ricordarsi di avere di fronte un bambino e ricordarsi che siamo noi gli adulti, per capire che non ci si può mettere alla pari e impostare una discussione o, addirittura un litigio.

Questa calma sarà poi lo strumento che imparerà ad usare con il tempo, perché i bambini imparano osservando gli adulti di riferimento, quindi capirà che per farsi ascoltare non serve usare la forza. Ma soprattutto crescerà convinto di valere molto perché i suoi bisogni vengono accolti, si sentirà sicuro, perché avverte la sicurezza degli adulti che lo circondano e sereno perché la sua quotidianità non è costernata da continui contrasti.

by Tata Simona