23 ottobre 2017

E tu lo ascolti il tuo intestino?

Consigli per vivere in pace con il proprio intestino

Da giovani lo trattiamo come non ci fosse, in età matura ci rendiamo conto che dobbiamo instaurare con l’intestino un rapporto più serio fondato su ascolto e fiducia. Qualche consiglio per vivere meglio con il secondo cervello del nostro corpo.

Per anni parlare del mio intestino mi ha messo a disagio al punto che mi ero quasi dimenticata di lui e qualsiasi malessere lo derubricavo, certa che – non pensandoci – tutto si sarebbe risolto da solo. Ero stressata e saltava l’appuntamento quotidiano? Domani è un altro giorno, mi dicevo quasi fossi una Rossella O’Hara della toilette. E in effetti, il giorno successivo lui stava ancora peggio ma io cercavo di non badarci. Con l’età le cose sono cambiate e mi sono resa conto che questa relazione strafottente con un organo così importante cominciava a non fare più per me: avevo bisogno di instaurare con l’intestino un legame serio, fondato sulla fiducia reciproca e l’ascolto.

Perché quando ho cominciato a dimagrire, uscendo dall’obesità, ecco che mangiare in maniera equilibrata, con il giusto apporto di fibre e acqua, me lo rendeva decisamente più amichevole, ero piena di energia e non sentivo più quel fastidioso gonfiore che caratterizzava molte delle mie giornate e non dipendeva solo dai chili in eccesso.

Ho iniziato a documentarmi e ho scoperto che il mio stare meglio, vivendo un “qui e ora” più pragmatico del pigro “Ci penserò” dipendeva da molti fattori che hanno contribuito ad aprire un canale di ascolto tra la mia testa e l’intestino:

– Fare attività fisica mi ha permesso di rimettermi in movimento, rendendo più semplice la digestione e il lavoro di pulizia del mio corpo.

– Mangiare fibre in quantità adeguata al mio stile di vita facilita il transito intestinale.

– Bere un litro e mezzo d’acqua, abitudine che ormai ho fatto mia, aiuta le fibre a fare il loro dovere.

Oltre a queste buone pratiche, ho iniziato a monitorare le mie sensazioni fisiche durante la digestione: a seconda dei cibi che mangio, la pancia reagisce diversamente e ho scoperto, per esempio, che lo yogurt (che adoro) è uno di quegli alimenti che devo assumere con moderazione, così come tutti i latticini. Anche i lieviti sono nemici della mia digestione, specie se non ne conosco la provenienza, così, mentre una fetta di pizza fatta con lievito madre riesco a digerirla senza problemi, mi sono ritrovata a pentirmi amaramente per questa passione insana per una Quattro Stagioni presa di corsa, al primo pizza express che incontro! Latticini e lieviti sono tra i principali nemici del benessere intestinale di molte persone: io ho scelto di mangiare formaggi moderatamente (al massimo una volta a settimana) e di selezionare con cura panifici e pizzerie e cominciare a produrre in casa, grazie a scorte di lievito madre, i panificati che voglio mangiare. Quando ho smesso di fumare, quel genio dell’intestino è stato tra i primi ad accorgersene e allo stress del sacrificio si è unita la sua reazione: non era molto felice inizialmente, ma io mi sono messa ad ascoltarlo. Dopo alcuni mesi di liti e conflitti interiori ho capito che aveva preso male non tanto il fatto che smettendo di fumare avessi fatto un gran regalo alla mia salute e alla mia famiglia, ma che per non sentire la mancanza delle sigarette, io avessi iniziato a bere davvero troppo caffè.

 Ho preso così una dolorosa ma necessaria decisione e per 3 settimane mi sono disintossicata del tutto: niente caffè.

I primi giorni sono stati terribili: ero sempre stanca e avevo mal di testa, ma la situazione è migliorata in fretta e dopo la prima settimana ho cominciato a sentirmi più energica e lucida e soprattutto non sentivo quel terribile gonfiore che, altrimenti, arrivava subito dopo pranzo. Oggi bevo 2 caffè al giorno (ero arrivata anche a 6 tazzine in una giornata) e quando sento che anche quelle diventano “tossiche” per l’amico dei piani bassi, pratico un periodo di detox.

Lo so che, se sei caffeinomane come me, ti ho dato una notizia ferale, ma voglio essere ottimista e pensare che il tuo malessere intestinale non derivi dalla tua bevanda preferita.

Di sicuro, se hai voglia di stare meglio, ecco che conviene che cominci ad ascoltarlo l’intestino, ti ricordo che è il secondo cervello del nostro corpo!

 

by Francesca Sanzo