20 novembre 2017

Usare la scrittura per ritrovare l’amore di sè

3 consigli per scrivere e usare le parole come auto terapia

A volte le cose non vanno e sentiamo un senso diffuso di malessere interiore: scrivere in questi casi diventa un valido alleato. Ecco 3 consigli per farlo divertendoti, anche se è molto tempo che non prendi foglio e penna.

Tutti abbiamo attraversato momenti della vita in cui ci è sembrato di stare in fondo a un buco e non riuscire più a tirarci fuori: tutto sembra difficile, i conti non tornano mai e ci scoraggiamo nel pensare che forse non siamo abbastanza, che probabilmente avremmo dovuto fare altre scelte e che forse abbiamo sbagliato strada. In quei momenti smettiamo di amarci o forse – scegliamo di punirci – senza nemmeno rendercene conto. Piano, piano ci distacchiamo da noi, smettiamo di pensare al nostro benessere e la quotidianità diventa un lago grigio dentro il quale cominciamo ad affondare, piedi e mani nella melma.

Ci sono passata anche io e sono certa che capiterà di nuovo: così è la vita e cominciare a dirsi che è naturale anche questo, che fa parte del nostro percorso, è forse l’unico modo per rendere questo percorso meno conflittuale. Ci sono capitata e accanto a me ho sempre trovato un valido alleato: la scrittura. Non serve essere autori per usarla, è uno degli strumenti più popolari a nostra disposizione e oltre a permetterci di comunicare, è un aiutante per riflettere su di noi. Ecco allora qualche esercizio che propongo sempre a chi partecipa ai miei corsi di scrittura autobiografica per fare auto terapia e ricominciare a volersi bene.

Il diario
Inizia a tenere un diario a mano: butta giù pensieri e idee senza pensarci troppo e leggiti, comincia a fare i conti con le parole che usi per raccontarti a te stesso e chiediti quante sono vincolanti e ti costringono a un ruolo prestabilito e quante invece sono parole che ti aprono al nuovo e a possibilità d’amore per te stesso.

I collage di parole
Se hai in casa delle vecchie riviste, prima di buttarle, usale: ritaglia parole, immagini e icone che ti comunicano qualcosa e incollale su un foglio di cartoncino della grandezza che preferisci. Toccale, mettile in fila, componi il “tuo” testo e fallo divertendoti. Prenditi tempo per te, per ritrovare una relazione con le tue mani e con la tua creatività e per prendere consapevolezza che parole, pensieri e azioni determinano il tuo percorso: perché non volerti bene allora?

Caro amico ti scrivo…
Se è molto tempo che non scrivi, immaginare di scrivere una lettera è un ottimo modo per lasciarti andare a una conversazione focalizzata e libera. Quella epistolare è una forma di comunicazione riflessiva: sia che tu la spedisca davvero oppure no, ti permette di pensare alla relazione, di fare il punto su quel che vuoi o non vuoi dire a quella persona e aprire un ponte di affetto e sentimenti, nel mezzo della vita frenetica.

Scrivere, in generale, è un balsamo: Duccio Demetrio lo racconta bene nei suoi libri e io ci credo moltissimo, per questo ho scelto di occuparmi di scrittura autobiografica e di aiutare le persone a trasformare pensieri in parole per sé stesse e gli altri.

La realtà, quale essa sia (e ammesso che ce ne sia una) nel momento in cui viene trascritta, dipinta, fotografata, messa in note (…) assume un altro volto.” [Duccio Demetrio, Raccontarsi. L’autobiografia come cura di sé]

by Francesca Sanzo