20 Aprile 2020

A volte arriva il momento di dirsi: è ora di cambiare strada o tornare indietro

Oggi ti svelerò un segreto: alcune delle cose più importanti che ho imparato dalla vita, le ho imparate camminando.

Faccio una premessa: muoversi da un posto all’altro per raggiungere il lavoro o correre verso una destinazione assomiglia solo al camminare, a volte bisogna prendersi tempo per concentrarsi sui passi, divagare nella natura e lasciare a sé stessi la possibilità di scoprire luoghi che altrimenti non avremmo visto.
Il camminare è un’azione che ha a che fare con il corpo ma anche con la mente, che coinvolge molti sensi e che – alternativamente – può essere collettiva o esperienza singola.

Se non hai mai provato a camminare da sola, ti consiglio di cogliere l’opportunità della bella stagione per farlo: infila un paio di scarpe comode e adatte e vai nel parco più vicino. Ricorda di alzare lo sguardo, riempirti gli occhi di cielo e colori e lasciare andare i pensieri.
Per me ormai è un’abitudine e con il tempo, dato che mi sono innamorata della viandanza e dei viaggi a piedi, sono diventata abbastanza esperta dei sentieri che attraversano i boschi sopra casa mia. Almeno 3 volte alla settimana mi ritaglio qualche ora per trasformarmi in una esploratrice: sto molto attenta a seguire il sentiero del CAI e cerco sempre di tenere presenti i punti di riferimento lungo il cammino.

La settimana scorsa però mi sono persa. Era una bellissima mattina e ho preso una salita nuova: a un certo punto mi sono ritrovata davanti a un bivio e ho scelto di andare dritto, perché un’immagine molto affascinante ha attratto la mia attenzione. Sopra un ramo era arrampicata una chiocciola e io che amo molto le spirali, ho sentito che quello era un messaggio proprio per me. Ho proseguito lungo una strada sempre più angusta e a un certo punto mi sono ritrovata in mezzo ai rovi. Sentivo, sopra di me, le voci della strada (che era la mia meta) e così mi sono detta che non aveva senso tornare indietro e che potevo continuare, nel frattempo però le scarpe e il fondo dei pantaloni si era riempito di spine e cominciavo davvero a fare fatica a orientarmi. Davanti: cespugli sempre più fitti. Dietro: rovi. La mia mente viaggiava spedita verso la meta, fuori dal bosco, ma il mio corpo era pressato dalla mancanza di un percorso segnato.

Ci ho messo un po’ ma poi ho capito. Dovevo ammettere di essere andata fuori strada e tornare indietro, fin quando ancora ero abbastanza vicina al sentiero segnato da poterlo ritrovare in qualche modo.

Ecco allora che mi è venuta un’illuminazione.

Quante volte, nella vita, andiamo avanti come muli per una strada che non funziona, pur di non ammettere di aver commesso un errore?

Quando cammini nei boschi, un atteggiamento così testardo può essere fatale (nel vero senso della parola) e occorre avere l’umiltà per dirsi “Ho sbagliato. Torno indietro anche se ho perso un sacco di tempo!”.

Ecco, anche se pensi che tornare indietro ti costerà fatica, anche se credi che quel riprendere i propri passi, invece di cercare ostinatamente una strada davanti a te, sia sinonimo di fallimento, ogni tanto fallo.

Non esiste nessun traguardo per chi non sa accettare i propri errori e imparare a cambiare rotta.

Quello che passerai al parco a camminare non è tempo perso ma ti insegnerà tante cose sui percorsi e la fatica di saper scegliere il più giusto per te, a volte anche con il coraggio di tornare indietro!

by Francesca Sanzo