04 Aprile 2019

Intelligenza ed emozioni… sono separati?

Impossibile pensare che intelligenza ed emozioni siano separati tra loro. Pensate ad un bambino che sta imparando ad andare in bicicletta. Se le emozioni che accompagnano questo apprendimento sono solo negative (paura, senso di inadeguatezza, frustrazione, vergogna), è molto probabile che ogni volta che dovrà salire sulla bicicletta si attiverà nella sua memoria quel senso di disagio che ha provato nell’imparare.

La stessa cosa per le materie scolastiche. Se l’apprendimento è collegato al dovere, alla paura, alla vergogna, il bambino sentirà la voglia di scappare e non di rimanere. Ecco perché non si può apprendere senza emozioni, in realtà non si può vivere senza emozioni. Non esiste nessuna fase di vita che non sia accompagnata da una memoria emotiva. Quindi se l’approccio con il sapere, con la conoscenza e con l’apprendimento, viene accompagnato da emozioni negative già dai primi anni di vita , nella memoria bambino si affiancheranno sensazioni di paura, vergogna, inadeguatezza, timore ogni volta che dovrà attingere alle sue potenzialità. Può succedere su materie o situazioni specifiche così come può avvenire automaticamente ogni volta che dovrà attivare il suo potenziale.

So di restituirvi sempre grandi responsabilità, ma vi rimando anche grandi possibilità perché se pensate che un neonato si approccia alla conoscenza in ogni minuto della sua vita imparando sempre cose nuove, allora gli adulti che si occupano di lui sanno che attraverso il terrore, l’imposizione, la paura e la forza, non alimenteranno le competenze del loro bambino, ma bensì le sue debolezze che si trasformeranno in fuga. E già, perché da sempre sappiamo che la paura a cui è collegato il disagio, la frustrazione, l’inadeguatezza, porta alla fuga, è un’emozione antica che dice al bambino “allontanati da qui che ti nuoce, non tornare in questa situazione, scappa”. Al contrario, l’empatia, l’accoglienza e la collaborazione sono collegati al senso di gioia che porta il bambino a restare in quella situazione perché fa bene, e quindi alimenta la sua voglia di imparare, di sapere, di crescere, di vivere.

Quindi oltre a comprendere che intelligenza ed emozioni sono collegati, abbiamo compreso che solo costruendo una memoria di emozioni positive collegate all’apprendimento alimenteremo la voglia di conoscere, di imparare, di sperimentare del nostro bambino, e soprattutto alimenteremo un senso di autostima necessario e fondamentale per la loro serenità.

by Tata Simona