23 Marzo 2020

La mia scelta “lenta” sul lavoro

Ci sono periodi in cui ci sembra di lavorare troppo: a volte è proprio così, altre è soprattutto una percezione legata all’ansia per un progetto, una consegna o il fatto che abbiamo preso troppi impegni.

Hai mai pensato di scegliere la lentezza come chiave di valore per gestire al meglio il tuo lavoro?
Sia che tu pratichi la libera professione, sia come dipendente, puoi cambiare l’approccio all’ansia e al lavoro partendo da una consapevolezza: la velocità non è necessariamente un elemento positivo.

Oggi ti racconto la mia nuova strategia per sopravvivere e rendere il meglio che posso nei progetti che seguo.

Ho scelto la lentezza, ovvero scelte ponderate e tempi umani per svolgere ogni progetto, con attenzione anche al mio bisogno di fare sport, camminare nei boschi e passare tempo con mia figlia e con le persone che amo.

Condivido volentieri con te alcuni trucchetti:

Stabilisco solo una priorità strategica al giorno anche quando gestisco più progetti e clienti in parallelo: se decido che oggi è il giorno che scrivo l’articolo per Fatti di Bio che richiede pensiero, creatività e strategia, allora mi concentro su quel lavoro al 110%. Il resto della giornata sarà dedicata a impegni più “operativi” dove non serve mettere in gioco idee ma solo competenze.

Non assecondo più la fretta professionale di altri: mi sono data una mia policy e – per esempio – durante i fine settimana (salvo eccezioni), non rispondo a mail di lavoro. Il tempo “libero” è sacro ed è il nutrimento necessario per essere preformanti durante la settimana.

Ascolto il mio intuito e tutti i campanelli di allarme: se un lavoro non mi convince, se una persona non mi risuona in termini di affinità professionale, sono la prima, gentilmente, a tirarmi indietro. Quando non l’ho fatto, non si è mai rivelata una scelta vincente.

Ho acquistato un planning da tavolo per avere la visione complessiva della settimana e non riempirla troppo: questa è una strategia recente, nata dalla consapevolezza che l’agenda online non mi permette di avere una visione dall’alto realistica. Se sono in giro tutta la settimana, quando posso concentrarmi sui lavori di scrittura e progettazione che richiedono tempo e studio?

Due volte a settimana vado a camminare e spengo il telefono: faccio in modo che possano contattarmi solo i familiari e per il resto mi immergo nel bosco. Mi serve per recuperare spazio mentale, focalizzarmi, liberare la mente e semplificare la complessità.

Mi ritaglio spazio per lo studio e la lettura: qualunque lavoro richiede ispirazione e energia nutritiva. Non leggo solo cose che hanno a che fare con la professione ma anche romanzi, saggi e biografie. Tutto può portare linfa vitale e guardare al mondo da tanti punti di vista è il modo migliore per mantenersi attivi e creativi.

Ogni sera mi concentro su una cosa che ho imparato dalla mia giornata e che può essere utile al mio lavoro e la scrivo (a mano) sul mio diario. Questo mi è utilissimo per non disperdermi e per dare un senso a tutto quello che ho fatto, lasciando andare le cose piccole ma riconoscendo i dettagli importanti.

Uso i mezzi pubblici o le mie gambe: se cammino per raggiungere un cliente o se prendo la bicicletta, sto mettendo in circolo la mia energia vitale, gambe e cervello si allineano sul giusto ritmo e l’ansia si scioglie. Se vado in treno posso leggere o ascoltare podcast e nel frattempo lascio un’impronta più ecologica. Metterci “più tempo” ad arrivare nei posti impone di non poter prendere troppi appuntamenti: io adesso la considero una fortuna preziosa!

E tu sei una persona frenetica o preferisci lavorare lentamente?

by Francesca Sanzo