28 Febbraio 2019

Matera, la riscoperta di una città

Mi rendo conto che sia troppo facile, nel 2019, amare Matera. I puristi del viaggio la portavano nel cuore prima della sua grande ribalta come Capitale della Cultura. Ammetto che, come meta, a me non era venuta in mente. Ad includerla nel nostro viaggio alla scoperta dell’Italia è stato Mauro ed era sicuro che ne sarei rimasta affascinata.

Matera ha l’aspetto di una città “difficile” da raggiungere sia fisicamente che emotivamente. E’ stata negli anni teatro di lotta e di insurrezione contro oppressori ed invasori. La prima a ribellarsi alle occupazioni naziste e a battersi per l’assegnazione delle terre incolte. Da un carattere così volitivo non poteva che nascere un grande luogo, antico, ripetutamente vissuto, forse anche in silenzio, ma mai abbandonato. Le pietre, parlano e descrivono ogni sua stagione ed ogni sua età. Ed è questo che di Matera mi ha più colpito. Perché questa città ha riscritto la sua storia in ogni epoca. Ma per poterla scoprire bisogna addentrarsi fino al margine della gola sulla quale si affaccia. E da lì parte la magia!

Ci siamo avventurati nella città dal lato del sasso caveoso, scendendo lungo sentieri e scalinate, costeggiando la gravina in modo da entrare nella parte dei “Sassi”. Ed ecco svelata, sotto la luce del pomeriggio, la pietra delle case e dei tetti, la gola e le sue grotte rupestri, le chiese, i campanili e le persone brulicare nelle vie. Quella che inizialmente sembrava una città abbandonata si è rivelata essere un organismo pulsante, di vita e di sensazioni. I “Sassi”, le tipiche abitazioni della città, ne sono diventati il simbolo, facendola diventare uno dei siti Unesco come Patrimonio dell’Umanità.

Ma la storia dei Sassi è travagliata e scomoda. In un’età in cui l’Italia si riprendeva dal dopoguerra queste case, questo sistema abitativo, veniva considerato inadatto per gli standard dell’epoca. E così, dopo uno sgombero massivo, sulla città vecchia era calato il silenzio, per più di trent’anni. Ed oggi rivivere quelle vie e quei luoghi fa sentire tutti un po’ esploratori. O forse, antropologhi. Soprattutto se pensiamo al fatto che, nonostante la sua localizzazione un po’ anomala, Matera è da sempre stata abitata. Lo dimostrano le grotte, abitate sino alla preistoria, le chiese rupestri, simboli della fede cristiana più autentica, le case, scavate nella roccia e i palazzi nobili, che poggiavano le loro fondamenta su più antiche vestigia.

La storia di Matera è scritta nella pietra, viva, partecipe della vita dell’uomo come materia e materiale, che lo ha accolto e che si è fatta plasmare. E forse non stupisce che a Matera si raccolgano oggi artisti figurativi, pittori e scultori. La città parla e, chi ne è capace, traduce le sue parole in opere.

Mentre camminavamo per Matera ci siamo imbattuti in atelier improvvisati, esposizioni temporanee e artisti. E mentre sorseggi un bicchiere di vino ed osservi quadri, l’occhio viene rapito dall’esterno, dalle interminabili scale, dalle vie intricate e dai balconi pieni di biancheria stesa. Matera non si può descrivere. Si deve vedere. E mentre si cammina si passa, risalendo la gola, dalla città vecchia alla barocca, con ampie piazze assolate e palazzi nobili. Nessuno però ti prepara alla sorpresa di cosa ci sia sotto il lastricato delle piazze. Dimenticato, come la città vecchia, si snoda sotto Matera un meraviglioso intrico di grotte e cantine collegate dalla mano (e dallo scalpello) dell’uomo, il Palombaro lungo, una riserva di acqua potabile per tutta la città riscoperta solo nel 1991. Al momento della sua riapertura ne furono trovati all’interno milioni di litri d’acqua che, per anni, silenziosamente, si era raccolta nell’attesa che qualcuno ne usufruisse. Ora il Palombaro, completamente visitabile, è uno dei maestosi esempi della vita di Matera, dell’ingegno dei suoi abitanti e della capacità di adattamento dell’uomo. Avrei voluto veder sorgere il sole su questa città, ma l’alba non è mai stato il mio orario. Per questo sarò “costretta” a tornare a Matera. Per salutarla e vivere con lei un giorno sin dall’inizio. E per essere anche io parte della sua storia.

Buon viaggio!

Eleonora

I miei P.S.

  • se voleste approfittarne ecco il sito ufficiale di Matera 2019, con tutte le attività ed iniziative promosse!
  • il sito del Parco della Murgia Materana, per organizzare escursioni naturalistiche/archeologiche
  • il sito i Sassi di Matera, che elenca in modo puntuale le case grotta e le diverse attività nella città vecchia

by Eleonora Fiore