05 Aprile 2019

Prezzo basso? A pagare sono i più deboli

Non mi stancherò mai di scrivere di contesti difficili, delle situazioni problematiche in cui Fairtrade, attraverso le reti locali, sta cercando di affrontare problematiche che sarebbero di competenza dello Stato ma che spesso non vengono prese in considerazione. Contesti come quelli in cui si producono le banane. Fairtrade sta lavorando molto per incidere nelle situazioni più rischiose e difficili, lì dove i diritti umani fondamentali sono violati sistematicamente. Uno dei tanti casi di cui si sta occupando, grazie al supporto della rete locale che rappresenta sul territorio il sistema Fairtrade (CLAC, Coordinadora Latinoamericana y del Caribe) è quello della Repubblica Dominicana. Lì migliaia di lavoratori stagionali apolidi provenienti da Haiti varcano i confini dello Stato, spesso clandestinamente, per guadagnare pochi dollari e sopravvivere. Le banane sono le principali colture di esportazione dello Stato e impiegano circa 27.000 persone. Si stima che 300.000 famiglie dipendano dalla produzione di banane e questo ha portato ad una crescita esponenziale anche del Fairtrade facendo diventare lo Stato Caraibico il primo produttore di banane biologiche e di commercio equo. Ma come tutelare quei lavoratori haitiani da cui dipende per larga parte questa florida produzione?

Come affrontare questa sfida? CLAC, grazie al supporto di Fairtrade Finlandia e del governo finlandese ha sviluppato e implementato un progetto: “Formazione sulla conoscenza e il rispetto delle norme del lavoro e della protezione sociale nel settore delle banane in Repubblica Dominicana”. Il progetto è stato condotto nelle province di Valverde, Montecristo e Azua che sono le aree più investite dalle coltivazioni. L’obiettivo principale era quello di contribuire a sviluppare un ambiente di lavoro dignitoso e rispettoso dei diritti dei lavoratori attraverso la costruzione di competenze per impiegati e lavoratori con un focus specifico sulle persone più vulnerabili e sulla consapevolezza e sull’uguaglianza di genere. Il progetto ha coinvolto 20 piantagioni certificate Fairtrade e le principali attività si sono svolte nell’ambito della formazione di persone che possano formare a loro volta altri lavoratori nelle piantagioni; dell’educazione sui diritti dei lavoratori e la gestione di quelli migranti; della gestione dei reclami e dei suggerimenti; della formazione per i lavoratori delle piantagioni sugli standard lavorativi e i principi fondamentali di un lavoro dignitoso; la redazione di materiali informativi.

I risultati
Sono stati 1300 i lavoratori che hanno tratto beneficio dal progetto e la maggior parte di essi erano lavoratori migranti haitiani. Di essi, 135 hanno beneficiato direttamente del progetto di formazione dei formatori tra lavoratori delle piantagioni, manager di livello intermedio e direttori generali. Tra il 65 e il 70% dei beneficiari c’erano lavoratori migranti e il 30% dei beneficiari diretti erano donne. Attraverso questo progetto, CLAC sta contribuendo a sviluppare un ambiente lavorativo fondato sulle regole fondamentali per un lavoro dignitoso nelle piantagioni certificate Fairtrade, soprattutto tra i lavoratori migranti. Questo dovrebbe tradursi in un miglioramento del rispetto degli standard Fairtrade sul lavoro salariato, la protezione sociale e l’uguaglianza di genere e di conseguenza ci sarà un miglioramento della competitività e della sostenibilità e si svilupperanno buone pratiche lavorative per migliorare la vita delle persone e le loro condizioni di lavoro.

La foto in copertina è di © Fairtrade International

by Benedetta Frare