22 Agosto 2019

Un mondo digitale

E si, siamo in un mondo digitale, un mondo in cui la tecnologia è ad utilizzo costante. Ma allora nel momento in cui esponiamo i bambini ad un contesto culturale tecnologico e avanzato dal punto di vista degli stimoli, la plasticità mentale li porterà ad un cambiamento per cui negli anni, non riusciranno più ad apprendere con la lezione frontale, non saranno più in grado di stare ore e ore seduti ad ascoltare una lezione tradizionale. E’ però importante capire che non si tratta di disturbo, ma bensì di evoluzione.

Questo è il punto di vista da cui partire. Basta con le frasi “quando io ero bambino”, perché non siamo più in quell’epoca culturale, abbiamo fatto un balzo in avanti che ha dato un’accelerazione come se fossero trascorsi centinaia di anni dal punto di vista della tecnologia e della comunicazione. E allora non sono i bambini che hanno delle difficoltà siamo noi adulti che non siamo connessi con l’attuale contesto. Quindi è arrivato il momento di smetterla con il giudizio verso bambini che riteniamo agitati, irrequieti, incontenibili, perché l’unica reale frase fatta che valga la pena dire è “non ci sono più i bambini di una volta”. Per fortuna! Perché non esiste più la realtà di quando eravamo bambini noi e la mente umana è talmente meravigliosa che si è adeguata perfettamente al cambio generazionale.

Se quindi la tecnologia fa parte della nostra vita, dobbiamo adeguarci al sistema e integrarlo con il contesto di vita familiare e dei bambini, è impossibile rinviare all’età adulta come abbiamo fatto noi perché i bambini oggi nascono in un mondo completamente digitale, pertanto aiutiamoli a gestirlo e a utilizzare questi strumenti senza demonizzarli. Bisogna educare all’utilizzo e per farlo è necessario conoscerli perfettamente. Utilizzare anche il pc per studiare, come strumento integrante del metodo di studio avvicina l’interesse del bambino allo studio, senza sostituire libri e scrittura, ma semplicemente ampliando le possibilità e stimolandone l’interesse. La cosa più pericolosa è demonizzarne l’utilizzo a scopo didattico per poi delegarlo solo ai momenti di svago, senza la supervisione dell’adulto. In questo modo i bambini entrano in contato con veri e propri pericoli, sconosciuti ai genitori, e soprattutto si allontana sempre di più la comunicazione tra adulti e bambini.

Usare insieme computer, tablet e smartphone, permette di soddisfare la curiosità del bambino con la complicità e soprattutto la guida di un adulto che lo educa ad un utilizzo consapevole e sicuro. A questo si dovrebbe aggiungere anche l’apprendimento antico, quello del fare attraverso l’esperienza. La meraviglia dell’evoluzione sta nel prendere e tenere ciò che di buono c’è stato, per aggiornarlo e utilizzarlo nel quotidiano, integrandolo a quello che prima non c’era. Sarebbe meraviglioso se anche a scuola si riuscisse a comprendere la necessità di avere strumenti nuovi, in linea con questo contesto sociale e riprendere quelli del passato che facevano bene, sono sicura che i bambini si sentirebbero più compresi e sostenuti e l’ambiente scolastico diventerebbe finalmente un luogo di incontro tra insegnanti e studenti.

by Tata Simona