06 Febbraio 2019

Una storia in valigia, una storia che arriva a tutti

Immaginatevi un teatro pieno di bambini, uno spazio dedicato tutto per loro, un tempo tutto per loro, una platea quasi completamente piena. Quasi, perché si sa, c’è sempre qualche assente, qualcuno è sempre malato. Cercate di sentire la massa, il brusio vibrante ed emozionato. Sono arrivati a teatro a stormi, chi a piedi, chi in treno, chi in pullman. Ed ora sono tutti in sala. Quasi tutti. Comunque qualcosa sta per accadere, lo sanno, lo spettacolo sta per iniziare. Lentamente le luci della sala calano fino al buio. Immaginate adesso il sipario aprirsi e di vedere le luci illuminare una scenografia, poi ecco, arrivano gli attori e le attrici vestiti con i loro costumi. C’è un silenzio teso, pieno di stupore, inizia la storia…

Ora vi chiedo un ultimo sforzo di immaginazione: pensate a una storia, qualcosa di famoso che tutti conoscono, per esempio una fiaba come Cappuccetto Rosso, e immaginate che questa storia scappi dal teatro. Per vedere il mondo di fuori, vedere i bambini di fuori, e per raggiungere quei bambini che non si sono presentati a teatro. La storia vuole incontrarli e incantarli, presentarsi anche a loro che quel giorno non erano potuti essere a teatro insieme ai compagni e alle compagne di classe.

Ma dove cercarli questi bambini? Alcuni saranno a casa in pigiama a bere sciroppi e a trangugiare riso in bianco. Altri forse sono in vacanza o bloccati nel traffico… Ma gli altri? Quelli che non sono né a teatro, né a casa, né in nessun altro posto che vi venga in mente da associare alla mattinata di un bambino, quelli dove sono? Dove dovremmo cercarli?

Trovati! La storia ha capito dove possono essere e deve escogitare qualcosa per riuscire a raggiungerli. Allora la storia si fa piccola piccola e parte per un viaggio: si chiude in una valigia per arrivare facilmente a destinazione e poter essere aperta, come un regalo! La valigia è il contenitore perfetto per trasportare un po’ di teatro, per natura è magica e versatile. All’interno qualche oggetto, qualche luce per proiettare ombre, qualcosa di accessorio che possa trasformare il contesto in cui viene aperta. E poi c’è lei, la storia, che in fondo è il dono più prezioso che quella valigia possa trasportare. E così la accompagniamo, portandola nelle stanze dei bimbi che non sono potuti essere a teatro, e poi apriamo la valigia.

Bene è andata bene. I bambini non erano molti, alcuni non si potevano muovere dal letto: per fortuna che una storia in valigia può essere raccontata anche letto per letto, essere per uno spettatore alla volta, e che lusso per la storia! Alcuni non hanno seguito tutto il tempo, alcuni sembravano soffrire un po’, una bambina poi era appena uscita dalla sala operatoria, ma voleva seguire la storia, come se quella storia fosse La Storia. Altri avevano dei fili che li tenevano collegati a strane macchine, ma durante il racconto loro sembravano scollegati da tutto il resto, lo si vedeva nei loro occhi. La cosa importante era la storia ed è stato così anche per noi.

Eravamo come postini, traghettatori di un messaggio. Il teatro, che dentro un ospedale pensavo fosse quasi invisibile, ha invece mostrato tutta la sua forza. I bambini non erano da soli, c’erano i loro genitori che venivano da posti molto lontani, perfino fuori dall’Italia, ma ormai erano diverse volte che venivano qui a Bologna e favole come Cappuccetto Rosso o Hansel e Gretel le conoscevano benissimo. Forse a dirla tutta, la cosa che mi ha stupito di più, sono stati i genitori: avevano un’espressione come di qualcuno che ha appena camminato sui carboni ardenti o che gli è appena passata accanto una tigre. Il loro sguardo alla fine della storia era più sereno. Quel tempo trascorso così, ad ascoltare, è stato un tempo diverso dal resto, la storia li ha distolti, ha spostato il loro sguardo verso un altro orizzonte. Questa sensazione mi ha fatto riflettere su ciò che avevamo fatto: una cosa semplice ma importante.

Le storie sono arrivate dove volevano arrivare, aiutate da volontari, dagli attori, dalle attrici e ora tornano nelle valigie, pronte per un nuovo viaggio.

Una storia in valigia” è un progetto ideato grazie al lavoro congiunto ti due realtà: Bimbo Tu Onlus, associazione che dal 2007 offre sostegno medico, psicologico ed economico ai bambini affetti da Tumori del sistema Nervoso Centrale e periferico e da altre gravi malattie patologie encefalo-midollari e cranio-vertebrali degenti all’Ospedale Bellaria di Bologna e alle loro famiglie; La Baracca Onlus, che da 40 anni lavora ad un’intensa attività di produzione e programmazione dedicata ai bambini e da 20 ha sede al Teatro Testoni.

by La Baracca Testoni Ragazzi